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STORIA E TERRITORIO

Benvenuti in Città

Filottrano, città con quasi 10.000 abitanti, si trova nel territorio della provincia che ha come capoluogo Ancona, nel cuore di quel colorato entroterra marchigiano fatto di serene e ordinate colline. Dalla sua privilegiata posizione baricentrica è possibile raggiungere facilmente le città capoluogo di provincia Ancona e Macerata, così come il mare e la montagna. La sua posizione collinare, 270 metri sul livello del mare, permette di godere di un suggestivo e vastissimo panorama che spazia dalle borgate vicine Osimo, Castelfidardo, Recanati, S. Maria Nuova, Cingoli, Treia, Macerata e Montefano.
Dai suoi vari punti di osservazione nelle giornate limpide e rivolgendo lo sguardo verso sud-ovest, si possono scorgere le principali vette dell’Appennino Centrale, la Maiella ed il Gran Sasso d’Italia, più vicine il San Vicino e la misteriosa “Sibilla”, il Catria e il Monte Nerone mentre ad est spicca sull’orizzonte il profilo dell’unico monte della costa adriatica, l’inconfondibile Monte Conero.
Geologicamente il territorio è composto in prevalenza da materiali di natura marnoso-argillosa, salvo i brevi fondo valle del Musone, del Rio Troscione e del Fiumicello che sono di natura alluvionale.
L’estensione territoriale dell’attuale comune è di 70,25 kmq e comprende l’edificato storico del Capoluogo, le frazioni di Montoro, Bartoluccio, S. Biagio, Tornazzano, Ponte Musone, Imbrecciata, S. Anna, S. Ignazio ed altri nuclei abitati come Monte Polesco e Marinuccia.
Con le sue numerose frazioni, parte integrante di un tessuto civico ricco e variegato, Filottrano può essere definita una tipica Città “terrazzo sulle Marche”.

La Storia

Il territorio di Filottrano ha una storia millenaria.

I resti più antichi rivelano la presenza di una civiltà capannicola, databile al terzo millennio a.c. nelle località di Ripabianca (ai confini con Osimo) e Codarda (ai confini con Cingoli nei pressi del fiume Musone).

Fin dalla metà del secondo millennio a.c. il territorio di Filottrano era parte integrante del Picenum. La civiltà Picena si è poi dovuta integrare, senza però perdere le sue peculiarità, con quella romana a partire dal III secolo a.c.

In questo periodo sul territorio erano presenti alcuni insediamenti (per lo più ville rurali anche ricche e piccoli villaggi simili alle nostre fattorie, con annessi per la conservazione e trasformazione dei prodotti agricoli) e molte case rurali sparse frutto della suddivisione in centurie del territorio operata dall’Imperatore Augusto.

Nel IV sec. a.c. i Galli Senoni fondarono una “statio” nella zona di Ripabianca/Santa Paolina. Di questa civiltà, insediata fino a poco dopo la battaglia del Sentino, resta solo un sepolcreto, però tra i più importanti dell’Italia intera. Si tratta di una necropoli ad inumazione e comprende una ventina di tombe dalle quali provengono tre pezzi di notevolissima fattura: un torques d'oro, un fodero di spada decorato ed un elmo del tipo di Montefortino. Altri elementi particolari da citare sono: un grande bacile bronzeo per lavare i piedi, con anse a forma di due guerrieri corazzati alla greca che si battono; vasi a gabbia; situle con anse mobili ed in ultimo, poco conosciuti ma di estremo interesse, una serie di crateri a campana attribuiti al Pittore di Filottrano databili intorno al 350 a.C. (vasellame della stessa mano sono stati rinvenuti in Bulgaria ed in Grecia).

Sulla data di fondazione della Città di Filottrano (l’attuale contro storico) non si hanno dati certi, probabilmente il primo nucleo è sorto intorno al VI secolo d.c. ad opera di profughi vittime delle scorrerie dei goti e dei longobardi.

Gli storici fanno risalire il nome di Filottrano al condottiero longobardo Optrano da cui Mons Filiorum Optrani; il documento preso in considerazione è del 1187 dove Papa Gregorio VIII conferma all’Eremo di Fonte Avellana il possesso della chiesa di San Cristoforo di Mons Filiorum Optrani.

Nel 1198 la città fu vittima delle scorrerie di Marcualdo Marchese della Marca Anconitana, e da quelle delle bande di Fra’ Moriale nel 1353.

Nel XIV sec. il Cardinale Albornoz, legato pontificio, pose fine alle invasioni, ripristinando l’ordine civile e religioso, con le famose Leggi Aegidiane che imponevano la protezione della Chiesa sulla Marca.

Gli statuti comunali risalgono al 1530, resi necessari in seguito all’incremento della popolazione. In questo periodo furono progettate e realizzate le più importanti costruzioni civili e religiose. Nel 1790 il Papa Pio VI elevò Monte Filottrano da terra a città modificandone il nome in Filottrano.

Nel 1799 Domenico Silvi riuscì, con un gruppo di concittadini, a respingere l’invasione delle truppe napoleoniche che da Macerata ripiegavano su Ancona. Nel 1801 le Marche furono annesse al Regno d’Italia di Napoleone, mentre Filottrano venne aggiunta al dipartimento del Musone, per passare alla provincia di Ancona con il Regno d’Italia di Vittorio Emanuele II nel 1860.

Dopo tanti figli sacrificati negli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale, Filottrano attraversò momenti drammatici durante il Secondo Conflitto Mondiale. La città, al centro degli eserciti contrapposti, fu teatro per 10 giorni di una sanguinosa battaglia che si concluse il 9 luglio 1944 con il ripiegamento delle truppe tedesche. Fondamentale fu l’intervento della divisione paracadutisti Nembo del Corpo Italiano di Liberazione e del corpo Polacco, entrambi sotto il comando dell’VIII Armata britannica, che liberano la città dai tedeschi.

Filottrano fu decorata di Medaglia d’Argento al Merito Civile il 29 settembre 1989 in ricordo dei momenti drammatici vissuti dalla popolazione nel luglio del 1944.

Nell’anno 2002 il Capo dello Stato ha riconosciuto ufficialmente il titolo di Città conferito a Filottrano nel lontano 1790 da Papa Pio VI.

La Cultura

La Città di Filottrano è ricca di tradizioni culturali.
Fin dal 1812 fu possibile in Città assistere a spettacoli e rappresentazioni teatrali nel teatro condominiale ubicato all’interno del Palazzo Comunale. Il teatro fu demolito nel 1935 per ampliare gli uffici, ma nel 2003 è stato inaugurato il nuovo teatro comunale “Torquis”, edificio moderno e dotato di acustica eccezionale, che ospita annualmente una interessante rassegna teatrale.
Nella sede del palazzo Ex Orland è ospitata la Biblioteca Comunale intitolata all’abate filottranese Emidio Bianchi, che coi suoi 13.000 volumi e le due postazioni Internet gratuite è al servizio della cittadinanza per studi, approfondimenti e svago.
Oltre al fondo moderno la Biblioteca Comunale, grazie ad alcune donazioni importanti quale quella della Famiglia Cherin, mette a disposizione per la consultazione anche molti volumi antichi, alcuni dei quali con preziose rilegature in cuoio e pergamena.
Attiguo alla sede della Biblioteca è l’Archivio Storico Comunale, che conserva documenti dal 1369 al 1960. La “perla” del fondo diplomatico è rappresentata da una pergamena datata 7 novembre 1369 relativa alla compravendita di terreni tra un residente di Monte Filottrano ed un cingolano.
Di notevole interesse anche il Libro Rosso, raccolta di deliberazioni del Comune, datato 1582 ed ornato di preziose miniature e decorazioni.

Tradizione e Folklore

Filottrano rispecchia naturalmente l’evoluzione dei tempi: progresso, industrializzazione, benessere.
Tuttavia la città rimane legata alla tradizione ed al folklore, in un’armonia di “vecchio” e “nuovo” che rende uniche le atmosfere locali.
Nel mese di aprile del 1466 presso la località detta “lu passu grande”, vicino a quello che oggi viene detto Ponte Musone (zona di confine tra le due città), gli osimani effettuarono dei saccheggi in territorio filottranese. Durante l’incursione i filottranesi furono sul punto di catturare un cavaliere osimano che, pur di fuggire, lasciò nelle loro mani lo stivale per il quale veniva trattenuto. Lo stivale divenne così il simbolo della rivalsa ed ogni anno i giovani filottranesi portavano in giro per le vie del paese su di un cavallo un fantoccio di paglia che calzava lo storico stivale. Nel 1979 ha luogo la prima rievocazione storica della Contesa , realizzata dalla “Società dello Stivale”. Da allora ogni anno, la prima domenica di agosto, con sfilata in costume di centinaia di figuranti, corsa a staffetta tra le Contrade cittadine, sbandieratori, a Filottrano si rivive l’atmosfera delle antiche Taverne.
Il folklore cittadino affonda le radici negli usi e costumi della terra e di chi la coltivava, con danze e motivi che si sono trasmessi di generazione in generazione.Ogni anno si svolge in Città la festa della “Trebbiatura”, rievocazione del lavoro dei campi con degustazione di piatti tipici della cucina contadina.
Nel periodo natalizio Filottrano diventa “Città Presepe”, con rievocazioni e scene della natività collocate in punti caratteristici del centro storico, la mostra dei Mini Presepi ed il presepe storico permanente nella Chiesa chiusa al culto di Santa Maria degli Angeli.

La Moda

La fama di Filottrano nel mondo, ed in particolare nel mondo della Moda maschile, si deve all’intraprendenza di un pioniere, Franco Carbonari, che negli anni ’50 mosse i primi passi nel settore dell’industria tessile nel panorama di un’economia locale che restava ancorata saldamente all’agricoltura.
Un nome famoso ancora oggi e che ancora oggi caratterizza il mondo della Moda, quello della famiglia Girombelli, si affiancò a partire dagli anni ’60 a quello di Franco Carbonari consentendo il mutamento di rotta dell’economia locale verso l’industrializzazione e la specializzazione nel settore dell’abbigliamento.
Oggi la realtà produttiva filottranese può contare su industrie di qualità di medie dimensioni, e su una fittissima rete di piccoli laboratori che fungono da supporto al più vasto universo industriale.Il “Made in Filottrano”, rappresentato nel mondo dalle produzioni locali di aziende quali “Ancon” della famiglia Canali, i fratelli Lardini, Giovanni Tamantini e Baleani e dalla collaborazione e produzione per conto delle più grandi firme della moda italiana proietta la Città nel panorama sia dell’Alta Moda che del Casual.
I numerosi Spacci aziendali e la rete commerciale presenti in Città sono garanzia di uno “shopping” di assoluta qualità. Una visita a Filottrano è ricca non solo di arte e cultura ma anche dell’incontro con il fascino e l’eleganza di una produzione che trasforma gli abiti in “forme” destinate a rivestire di messaggi visivi chi li indossa.

Enogastronomia e Ricettività

Anche nel settore dell’enogastronomia ritroviamo il rispetto delle tradizioni locali ed il forte legame della Città di Filottrano con il mondo contadino e coi suoi saperi e sapori.

Tra i primi piatti spiccano i classici vincisgrassi, i cannelloni ed i “calcioni”, pasta all’uovo con ripieno di ricotta, parmigiano, noce moscata, uova, poi conditi con ragù di carne. Particolari i “quadrelli e i tajulì pelusi” impastati con sola acqua e farina e cotti in un brodo povero fatto con acqua, lardo, sedano, carota e cipolla ed i “martagliati de pulenta” impastati con la polenta, farina e uova serviti con sugo di carne o con sugo povero con lardo, sedano, carota, cipolla e pomodoro; tradizionali i “maccherò de o batte”.

Tra i secondi piatti rinomati e gustosissimi il “coniglio in porchetta” e lo “stoccafisso allacciato”, la “trippa canapina”, il potacchio sia di pollo che di agnello, particolari sono le “uova in trippa”; i salumi (ciabuscolo, lonza, coppa, salame, cotechino, ecc.) rivestono nella gastronomia locale una certa importanza.

Ogni stagione ed ogni ricorrenza ha i suoi dolci.
In occasione del Natale ogni tavola ha il suo “Serpe” (la ricetta originaria, inimitabile, è quella custodita dalla Suore di Santa Chiara) dolce a forma di spirale impastati con le mandorle tritate e glassati e i “Cavallucci” a base di canditi, sapa, uvetta, cioccolata, noci, nocciole.
A Pasqua l’agnello, simile nell’impasto ma non nella forma al serpe; a Carnevale zeppole, limoncini e cicerchiata.
Tutto l’anno è un classico il ciambellone.

Molte delle preparazioni citate hanno ottenuto il riconoscimento del Ministero come prodotti di qualità regionali.

Tra i vini si annoverano un buon Montepulciano ed un eccellente Rosso Piceno.

L’ospitalità e la buona tavola sono di casa a Filottrano.