Città di Filottrano
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EVENTI


IVO BATOCCO - ECO DELLA SUA TERRA

La storia di Ivo Batocco (Cingoli, 1944) come il suo lungo itinerario d'artista sono inscindibilmente legati all'Adriatico, che poteva scorgere dalle colline della natia Cingoli, e alla pittura figurativa che nelle Marche e attraverso le Marche tocca vette assolute, temperature inusitate. Ed è proprio la dimensione del figurativo, intrisa di una cultura che ha reso celebri le terre e città marchigiane, ad attrarre il giovanissimo Batocco, che fin da bambino esprime la sua precoce dote attraverso il disegno incessante. Pressoché autodidatta apprende i rudimenti della pittura grazie al cugino Raul Batocco (Filottrano, 1934 - Cupramontana, 2011), docente all'Accademia di Belle Arti di Macerata che Valeriano Trubbiani ricorda come "un artista colto e dotato di fiuto straordinario". Poi in giorni febbrili e disperati in una camera d'albergo a Cattolica, dove si era portato per decidere il suo futuro, Ivo Batocco attraversa definitivamente il varco interiore divenendo a pieno titolo un pittore lontano dalle corrosive logiche del mercato, sempre attento a non perdere la sua libertà espressiva. Folgorato dal linguaggio di Pietro Annigoni (1910 - 1988) che ha l'opportunità di frequentare, ne conserva una traccia indelebile nella sua pittura seppure profondamente rielaborata. Le mostre personali si susseguono in Italia a Pesaro (1975, 1979), Rimini (1980), Ancona (1985, 2000), Modena (1985), Tolentino (1988), Santa Maria Nuova (1989, 1994, 2001), Jesi (1990), Senigallia (1991), Filottrano (1996), Cattolica (1999, 2015), Cingoli (1999, 2011), Camerino (2001), Cagli (2001), Castelbellino (2002), Falconara (2002), Macerata (2004, 2007), Monte Roberto (2008), Roma (2013), Assisi (2014). La pittura di Batocco si fa apprezzare specie all'estero dove espone in Svizzera a Lugano (1977, 1990), in Austria a Kufstein (1983), in Lussemburgo nella città di Lussemburgo (1992, 1995, 2013, 2014, 2016) ad Hesperange (1995) e a Bertrange (1997, 2000, 2003, 2005, 2009) in Francia ad Altkirch (1995) e a Grenoble (2013) in Spagna a Palma de Mallorca (2001) e a San Marino (2012). E nel 1995 riceve ad Hesperange la cittadinanza onoraria. Le sue opere entrano in musei e pinacoteche italiane e straniere tra le quali, in particolare, si possono segnalare in Lussemburgo le pubbliche pinacoteche di Bertange ed Hesperange e l'École de Musique ArcA di Bertrange (con un polittico poderoso di m 3,75x12), la collezione d'arte del Centre Culturel de Rencontre - Abbaye de Neumünster Ivo Batocco: eco della sua terra nella città di Lussemburgo (con l'opera del decennale, di cm 156x240, selezionata per il progetto europeo VanGo Yourself), il Museo dell'Emigrante a San Marino, e poi in Italia il Museo Regionale dell'Emigrazione dell'Umbria, il Museo Francescano dei Cappuccini al Collegio San Lorenzo da Brindisi in Roma, il Museo Beato Sante di Monbaroccio (PU), e la Sala Verdi del Comune di Cingoli (con una grande opera di cm 140x400). Poi i dipinti di Batocco si fanno pale di altare a Macerata per la chiesa di San Francesco e per quella dei Cappuccini, per la chiesa “La Santa Famiglia” di Collina di Santa Maria Nuova (AN) mentre altre entrano nella Curia Generale dei Frati Minori a Roma e a Bonn (Germania), nel Convento dei Cappuccini di Fermo, nella Sala Conferenze della Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima (AN) e nell'auditorium Divina Pastora a Collina di Santa Maria Nuova (AN). Due mostre in particolare contrassegnano l'ultima produzione che alimentata dalla vena spirituale che pervade questo artista marchigiano si è condensata attorno a tematiche di straordinaria attualità: la povertà, materiale e culturale, che trasforma in clochard o in migranti. Così dopo aver affrontato, con quella padronanza della tecnica che gli è propria i temi del francescanesimo (grazie alle importanti committenze di tale Ordine religioso) Batocco si è accostato al popolo dei senza storia: i clochard. La mostra tematica intitolata Le vie della solitudine. Umanità senza traccia a cura di Alberto Mazzacchera e Stefano Papetti (con la quale nel 2008 è stato inaugurato il completamento dei lavori di restauro della prestigiosa Villa Salviati a Monte Roberto) è stata aperta al pubblico il 12 settembre 2008: pochi giorni prima della Grande recessione che segna un punto di svolta con il fallimento di Lehman Brothers e che trasforma il tema della povertà in un flagello che si abbatte sui paesi ricchi generando profonda diseguaglianza. Seguendo il filone della povertà, e ancor più di una pittura vera a costo di dipingere soggetti non convenzionali, era inevitabile che l’Artista si spostasse a scandagliare l’esodo caratterizzato dall’emigrazione italiana avendo quale elemento comune la povertà seppure con esiti e accenti diversi. Tanto che nei francescani diventa sorella ed in parte viatico per l’elevazione di spiriti liberati dal fardello del materialismo, per i barboni si trasforma in abbandono e deriva ma anche in imposta emarginazione, mentre per gli emigranti diventa infine molla per l’agognato riscatto personale, familiare e sociale. La mostra La rotta della speranza a cura di Alberto Mazzacchera è stata un successo di pubblico e di critica. Ivo Batocco: eco della sua terra Per il particolare tema trattato l'artista ha preferito utilizzare pienamente il figurativo senza rinunciare tuttavia ad esprimere sui fondi di molte delle tele l’esperienza maturata nel dinamico periodo della ricerca materica che riemerge in taluni cromatismi con grandi campiture di colore e contorni sfrangiati. Egli dunque utilizza la forza della sua pittura figurativa, qui accentuata da evidenti contrasti luminosi, per creare attraverso sapienti campiture cromatiche un’efficace quanto opportuna decontestualizzazione di scene di storie individuali che ormai appartengono ad un vissuto più vasto, ad una memoria collettiva. Un tema complesso quello dell'emigrazione che l'artista, in più anni, ha potuto vagliare in profondità formulando una lettura che continua a raccogliere da più parti interesse anche per la sua inevitabile attualità carica di tensioni. Le opere di Batocco, della mostra sull'emigrazione, narrano del lungo viaggio della speranza, della struggente nostalgia di chi parte ma anche della promessa di una nuova vita. Raccontano dell’angosciante povertà e della speranza di un futuro nuovo, di un possibile riscatto sociale e del coraggio di affrontare con pochi mezzi linguistici, culturali ed economici società ben più complesse del mondo spesso arcaico che si lasciava. Tale mostra non è un mero esercizio della memoria. La sequenza delle opere di Batocco rammenta, infatti, come in uno specchio rovesciato il fenomeno odierno dell’immigrazione. Quella dell’emigrazione è una memoria necessaria e inevitabile che va interiorizzata e riportata alle nuove generazioni. In questo Ivo Batocco, con la sua poetica venata di francescanesimo ha saputo con leggerezza trovare spunti e riflessioni che ha racchiuso in opere d’arte che narrano di un tassello struggente e vibrante della storia del popolo italiano e sammarinese, e di tante comunità europee che hanno accolto tale fenomeno. Un'opera su tela, facente parte di tale corpus espositivo, è stata assunta al rango di immagine ufficiale del Museo Regionale dell'Emigrazione di Gualdo Tadino in Umbria mentre altri due dipinti sono entrati a far parte delle collezioni permanenti del Museo dell'Emigrante di San Marino e dell'Ambasciata d'Italia in Lussemburgo. L'anteprima della mostra è stata promossa nella città di San Marino dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri e Politici e dall'Ambasciata d'Italia in San Marino. La cerimonia inaugurale del 20 ottobre 2012 si è tenuta nell'aula magna dell'Università degli Studi di San Marino mentre la selezione di dipinti dal 21 ottobre al 15 novembre è stata fruibile dal pubblico nel Museo dell'Emigrante in San Marino. Ivo Batocco: eco della sua terra L'acquisizione di un'opera della mostra nella collezione del Museo dell'Emigrante di San Marino è avvenuta, il 30 settembre 2013, in pubblica udienza alla presenza dei Capitani Reggenti, del Segretario di Stato Istruzione e Cultura, dell'Ambasciatore d'Italia in San Marino ed esponenti del corpo diplomatico. La mostra sull'emigrazione è stata esposta integralmente per la prima volta al pubblico nell'Ancien Musée de Peinture della città di Grenoble (4 maggio - 19 maggio 2013). L'esposizione, in questa città francese dove un cittadino su tre ha origini italiane, è stata promossa dalla Ville de Grenoble, dal Consolato Generale d'Italia in Lione e dal Consolato della Repubblica di San Marino in Grenoble. Dopo Grenoble la mostra è stata portata in esposizione nella città di Lussemburgo (24 luglio - 15 settembre 2013) al Centre Culturel de Rencontre nell'Abbaye de Neumünster. In Italia la prima sede espositiva è stata il Museo di Roma in Trastevere (9 novembre - 8 dicembre 2013) per volontà del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e della Sovraintendenza per i Beni Culturali di Roma Capitale. Successivamente l'ultima sede del primo ciclo espositivo, su richiesta dell'Ordine Francescano per il tramite della propria Curia Generale (ente co-promotore dell'iniziativa) è stata il Museo della Porziuncola nella Basilica Patriarcale di Santa Maria degli Angeli in Assisi (14 settembre - 16 novembre 2014). Proprio questa mostra dedicata all'emigrazione ha suscitato recentemente l'interesse del Museo Nazionale dell'Immigrazione di Ellis Island di New York per un progetto espositivo, composto da sole opere di Ivo Batocco, da realizzare nel 2019/2020. A tal proposito, con lettera del 19 dicembre 2017, il Sovrintendente John Piltzecker del Comitato Mostre del citato ente ha scritto: "I membri del Comitato hanno notato che i quadri e le opere su carta di Ivo Batocco fossero magnificamente eseguite e molto toccanti. Sono tutti d’accordo sul fatto che le opere evochino emozioni universali legate all’immigrazione". La mostra antologica che si intende realizzare nel 2018 a Filottrano (a 22 anni di distanza dalla precedente) in occasione dell'inaugurazione dei restaurati spazi destinati a pubblica biblioteca e centro culturale, è articolata in sezioni in grado di abbracciare larga parte della produzione di Ivo Batocco. Cagli, 1 marzo 2018. Alberto Mazzacchera Ivo Batocco: eco della sua terra

DATI SPECIFICI DELLA MOSTRA ANTOLOGICA

Ad una selezione di opere più significative dell'Artista, raggruppate per aree tematiche, è affidato il compito di illustrare la poetica di Batocco ed il suo percorso intrinsecamente legato alla sua terra. La sezione tematica più vasta, data la sua attualità e considerato anche il successo all'estero ed il progetto in fase di attuazione per New York, riguarda l'emigrazione degli italiani che è poi tema attualissimo sia per una mai cessata emigrazione italiana e sia per il dibattito legato alla complessa questione dei flussi di "migranti". Le altre sezioni attengono: i clochard (si tratta di una selezione di opere dalla mostra del 2008 Le vie della solitudine. Umanità senza traccia), il figurativo, il materico (che Batocco sviluppa degli anni Sessanta e Ottanta e che poi riprende recentemente per una progettata mostra sulle disastrose trasformazioni ambientali), le sanguigne e il disegno e infine la scultura con un omaggio al ciclista Michele Scarponi (una scultura in bronzo di cm 120 h) con le sculture in bronzo ma anche con alcune maquette delle opere di prossima realizzazione.

SCHEDA TECNICA IVO BATOCCO: ECO DELLA SUA TERRA

Città di Filottrano 14 aprile - 2 giugno 2018
Complesso monumentale ex scuole elementari - via Leopardi
Mostra e catalogo a cura di Alberto Mazzacchera
Ente promotore Comune di Filottrano
Enti patrocinatori Regione Marche
Accademia di Belle Arti di Macerata

RINGRAZIAMENTI

Si ringrazia l'Associazione Cultulare "Gioia di Vivere"

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